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Il Marocco in Ramadan: come funziona

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Vi è mai capitato di sentire la notizia che il Marocco è in Ramadan ma non sapevate cosa significasse? Oggi proviamo a fare chiarezza su questo mese particolare dell’anno per il popolo musulmano, cercando di capire nello specifico che cos’è il Ramadan, come funziona e quali risvolti ha sul turismo.

Che cos’è il Ramadan

Per Ramadan si intende il nome di quel mese dell’anno che, per il mondo musulmano, è sinonimo di purificazione. Il che vuol dire che tutti i musulmani che prendono parte al Ramadan non possono né bere acqua, né mangiare, né fumare e nemmeno avere rapporti sessuali dall’alba fino al tramonto.

Marocco in Ramadan-mese-sacro

Il mese del Ramadan però non è sempre lo stesso ogni anno. Infatti i musulmani seguono il calendario lunare per determinare il mese del Ramadan ed è per questo che ogni anno cambia di circa 15 giorni.

L’ipotesi del Marocco in Ramadan, dunque, può verificarsi in qualsiasi stagione o periodo dell’anno: dall’inverno fino alla torrida estate, il periodo sicuramente peggiore per affrontare il Ramadan.

Il Marocco in Ramadan: come funziona

Solitamente, quando si verifica il mese del Marocco in Ramadan, è il muezzin che annuncia alle prime luci dell’alba l’inizio del digiuno. Ed è sempre lo stesso muezzin che termina questa condizione al calar del sole.

Durante il periodo del Ramadan si verificano di conseguenza diversi incovenienti per i turisti in Marocco ed è per questo motivo che non è certamente il mese più adatto a visitare il Paese.

Marocco in Ramadan-non-si-può-mangiare

Durante il Marocco in Ramadan, ad esempio, gli orari dei mezzi di trasporto sono ridotti, così come i monumenti e le attrazioni principali presentano orario ridotto. I negozi non aprono alla mattina come di consueto, ma al pomeriggio o addirittura la sera.

Anche gli autisti e le guide spesso non lavorano, e coloro che lavorano non sono certo loquaci, solari e simpatici come al solito. D’altronde non è facile lavorare senza bere né mangiare per tutto il giorno e dunque va rispettato chi lavora nonostante questa condizione.

Inoltre, è considerato un segno di rispetto non fumare, bere o mangiare per strada o davanti alle guide e agli autisti. Ovviamente non è vietato, ma sarebbe meglio non fare nessuna di queste attività.

Nel momento in cui il muezzin annuncia la fine del digiuno, qualsiasi musulmano andrà a rifocillarsi nel primo posto che incontra. Va da sé che la città di sera è certamente più affollata rispetto al giorno, quando la maggior parte dei musulmani non esce. Persino in città come Fes o Marrakech.

Il Marocco in Ramadan: gli aspetti favorevoli

Come accennato in precedenza, per un turista visitare il Marocco durante il Ramadan può essere più impegnativo, ma vanno considerati anche alcuni aspetti favorevoli di questo mese.

Prima di tutto il fatto che il turista può assistere ad un’esperienza vera, tipica e tradizionale. Si crea anche un’atmosfera particolare fatta di richiami frequenti del muezzin durante la preghiera.

Inoltre, è anche possibile essere invitati all’Iftar, che consiste nel tipico banchetto serale dopo l’interruzione del digiuno. La particolarità dell’Iftar è che non è un semplice banchetto, ma si può mangiare quasi come ad un matrimonio.

2 pensieri su “Il Marocco in Ramadan: come funziona

  1. Buongiorno …. vorrei sapere quanto costerebbe 7 giorni di tour per 2 persone…ci sono stata nel 1992 fantastica esperienza 3 settimane compreso le città imperiale ma alcuni posti non ci sono stata mi piacerebbe tornarci con mio marito che non c’è stato …. grazie

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