Rabat

Rabat, l’ultima città coloniale del Marocco da scoprire

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Rabat è stata l’ultima città coloniale del Marocco. Il suo nome deriva da Ribat El Fath che significa “Fortezza della Vittoria” ed è nata nel X secolo.

In sua difesa sono state erette delle mura che oggi la dividono dalla popolazione più povera che vive ai margini della medina.

Cosa vedere a Rabat

L’attrazione turistica più importante è la famosa Torre di Hassan. Si tratta di un minareto incompiuto, divenuto simbolo della città e posizionato in cima a una collina con vista su Rabat e Salé.

Faceva parte della Moschea Hassan fatta costruire da Yacoub el Mansour durante l’ultimo periodo della sua sovranità.

Fu edificata per festeggiare la vittoria su Castiglia e Leon ad Alarcos ma purtroppo i lavori non terminarono in tempo. El Mansour aveva progettato una costruzione imperiale e il sopraggiungere della sua morte nel 1199 ne bloccò totalmente il continuo dei lavori.

È rimasto invece intatto il mausoleo di Mohammed V e Hassan II, padre e figlio, sovrani molto amati dal popolo marocchino.

Un’altra attrattiva importante è la Kasbah degli Oudaya. Costruita sempre da Yacoub el Mansour divenne successivamente la residenza del sultano e fortezza degli Oudaya.

All’interno si trova la Moschea degli Oudaya non originale in quanto è stata ricostruita dall’architetto inglese Ahmed el Ingles e il museo degli Oudaya, che raccoglie cimeli, gioielli e costumi della tribù.

Il Museo Archeologico di Rabat conserva la collezione di bronzi rinvenuti a Volubilis, la capitale berbera della Mauritania Tingitana, statuette greco romane e la Testa di Giuba, famoso erudito sposato con la figlia di Cleopatra e Antonio.

Nel Palazzo Reale si entra in una città a sé stante, costituita da oltre duemila residenti che vivono e lavorano nei vari ministeri.

Rabat – foto dal web

Cosa vedere a Salé

Il ponte Hassan II porta a Salé, la città gemella di Rabat. Le differenze tra le due tuttavia sono sostanziali. Salé, infatti, conserva le sue radici musulmane e antieuropee.

Entrando dalla porta Bab Mrisa si scorge un mercato meno aggressivo e meno indirizzato al turista. Negozi e artigiani si contendono le vendite nelle vie anguste che caratterizzano il paesaggio urbano di Salé.

Dopo la moschea si può ammirare la Madrasa el Hassan, un collegio religioso merininde, che nasconde al suo interno invidiabili decorazioni in stile arabo con i famosi mosaici in zellige, ossia piastrelle con motivi intrecciati dai colori vividi.

I turisti qui devono mantenere un comportamento decoroso in quanto immersi nella piena cultura musulmana. Il Marocco ha i suoi contrasti che dobbiamo imparare a conoscere e a rispettare.

 

 

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