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Esperienza con i nomadi dell’Atlante

esperienza con i nomadi dell'Atlante
Sono da poco tornata da una meravigliosa esperienza con i nomadi dell’Atlante, la catena montuosa per eccellenza del Marocco.
È stata un’avventura davvero molto emozionante ed è per questo che ho deciso di raccontarvela.

La mia esperienza con i nomadi dell’Atlante

L’arrivo e l’accoglienza della famiglia di nomadi

Ho avuto la possibilità di vivere 3 giorni a stretto contatto con una famiglia nomade, potermi immergere totalmente nella loro quotidianità e nella loro difficile vita.
Precisamente sono partita con una guida locale dalle Gole del Todra. Al mattino abbiamo caricato l’asino con tutte le provviste di cibo e acqua e abbiamo cominciato il nostro trekking per raggiungere l’accampamento.

esperienza con i nomadi dell'Atlante

Al nostro arrivo il nonno della famiglia nomade ci ha accolto nella loro tenda con il tradizionale tè. Era pomeriggio e in quel momento era presente solo lui, insieme ai 2 nipotini più piccoli, Fatima di 6 anni e Moubarak di 3. La mia esperienza con i nomadi dell’Atlante non poteva partire nel migliore dei modi.
Gli altri nipoti più grandi erano al pascolo con le capre, mentre la madre era andata giù al fiume a prendere l’acqua con l’asino.
Ci impiega 5 ore per scendere e salire la parete impervia della montagna per prendere l’acqua in quanto dove vivono non c’è acqua né elettricità.

La sera in compagnia

L’esperienza con i nomadi dell’Atlante continua al calar della sera, quando sopraggiunge un concerto di belati e centinaia di capre con i pastorelli rientrano per la notte.
esperienza con i nomadi dell'Atlante
La madre accende un fuoco con dei bastoni e cucina una zuppa di cereali per cena.
Il padre, invece, ci mostra delle caverne scavate nella roccia, erano le loro camere e sarebbero diventate anche le nostre per la notte.

Parola chiave: ospitalità

Al mattino ci sveglia la luce del sole e un delizioso profumo di pane.
L’anziano della famiglia prepara come sempre un buon tè, noi avevamo portato della marmellata e tutti assieme facciamo colazione.
Nelle ore più calde stiamo sotto alla tenda ad ascoltare le storie del nonno che la guida mi traduce.. e giocare con i bimbi.

esperienza con i nomadi dell'Atlante

Andiamo a fare un po di trekking per ammirare gli incantevoli panorami e godere del silenzio e la pace lassù.
Torniamo all’imbrunire e stavolta prepariamo noi la cena, cominciamo a tagliare verdure e fare le polpette per un tajine che cucineremo su un piccolo fornello da campeggio.
Lo condividiamo poi con la famiglia che ci offre sempre il loro meraviglioso pane.
Come vi dicevo, è stata un’esperienza bellissima, ti fa pensare all’importanza dell’acqua, a quanta noi ne sprechiamo aprendo il rubinetto 100 volte al giorno senza pensarci, lì la devi misurare, ti serve per bere, lavarti, cucinare e quando è finita bisogna andare a prenderla giù al fiume con 5 ore di cammino.
Non avevano niente ed erano cosi sereni ed accoglienti, non conoscono l’invidia e non devono confrontarsi con nessuno.

Un modo tutto diverso di godersi la vita

Fatima aiutava a fare il pane e accudiva una piccola capretta, Moubarak giocava con pezzi di legno e bottiglie vuote, non avevano niente e non chiedevano niente, è venuto a rubarci una scatoletta di tonno vuota per berne l’olio.
Quando vedeva la marmellata al mattino sembrava fosse arrivato Babbo Natale, i suoi occhi si illuminavano. Aiutava il nonno a portare le taniche di acqua, non l’ho mai sentito fare i capricci sembrava un ometto in miniatura con la sua maglia enorme che gli faceva da vestito… era cosi dolce.

La pace, il silenzio, e la mancanza di connessione con la tecnologia ti dà il tempo di riflettere e apprezzare i valori della vita.
Pensi a quanto siamo assorti e condizionati da mille cose qui che non abbiamo più il tempo per pensare.
È un’esperienza che vorrei dare anche a voi la possibilità di vivere perché secondo me ne vale davvero la pena!

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