Se siete viaggiatori appassionati di fotografia paesaggistica, in Marocco siete nel posto giusto. È uno di quei luoghi che sembrano nati per essere fotografati, con i suoi colori intensi, le luci calde, i contrasti tra città, deserto e oceano, che danno vita a scenari che colpiscono lo sguardo ancora prima dell’obiettivo.
In Marocco, la vostra fotocamera o il vostro smartphone non si limiterà a scattare belle foto, ma vi ritroverete in memoria – sia quella digitale che quella della mente – scatti che mostrano un Paese ricco di cultura, tradizioni e sensibilità diverse dalle nostre.
Potrete perdervi tra le fotografie degli immensi paesaggi, ma fate attenzione se volete immortalare le persone. Alla popolazione marocchina, soprattutto alle donne, non piace essere fotografata, dunque armatevi di rispetto e assecondate la loro volontà, ma non fatelo mai di nascosto.
Con le vostre fotografie dal Marocco, tornerete a casa con un portfolio realizzato con un nuovo modo di osservare, di comprendere e di raccontare il viaggio.
Fotografare in Marocco con rispetto
Non ci sono vincoli alla fotografia di paesaggi in Marocco, e anzi è uno dei modi migliori per raccontare la vostra esperienza di viaggio. Sbizzarritevi a immortalare scenari di ogni genere, dalle kasbah alle medine, dalle dune alle montagne, dall’oceano alle cascate.
La stessa libertà di scatto non potete averla, invece, quando si parla di ritrattistica. Come vi ho già accennato, fotografare le persone in Marocco non è ben visto e di solito non è consentito. Molti marocchini, infatti, percepiscono la fotografia come un’invasione della privacy o, ancora peggio, come un gesto irrispettoso, soprattutto nelle aree rurali e dell’Alto Atlante dove si vive ancora nella maniera più tradizionale.
Se proprio non volete perdervi quel volto, quel sorriso o quell’espressione così autentica, chiedete il permesso di scattare, mostratevi gentili e rispettosi, instaurate una relazione, non limitatevi a fare un cenno veloce che mostri le vostre intenzioni. Ancora meglio è se lo fate chiedere ad un interprete, al mediatore culturale che vi sta accompagnando o al vostro autista privato, per facilitare la comunicazione e aiutarvi a capire se la persona che desiderate immortalare è davvero a suo agio con questa richiesta. Senza il suo consenso, dovrete rinunciare allo scatto.
Non dovete inseguire gli scatti a tutti i costi, e questo consiglio vale in generale per qualsiasi località turistica in cui vi troviate. Prima di fotografare, soprattutto in Marocco, bisogna saper osservare e rispettare, e pazienza se non riuscirete a catturare quel momento, perché spesso è più importante viverlo che portarlo via con sé.

I luoghi più fotogenici del Marocco
Per gli amanti della fotografia paesaggistica, il Marocco è un vero Eden. I contrasti sono fortissimi e ovunque troverete scorci che mostrano una storia diversa, una luce diversa, colori inattesi e atmosfere uniche.
Il deserto di Merzouga, con le dune dell’Erg Chebbi, è uno dei luoghi più iconici. Le linee perfette della sabbia e la luce dell’alba e del tramonto creano scenari quasi surreali. Di notte, poi, il cielo stellato aggiunge una dimensione ancor più intensa, che fa gola a chi vuole giocare con le ombre.
Ait Ben Haddou, villaggio fortificato in terra rossa e Patrimonio UNESCO, sembra uscito da un film. Le sue architetture in argilla, illuminate dalla luce calda del tramonto, offrono uno scenario senza tempo, perfetto se amate le fotografie evocative in stile cinematografico.
Sulla costa, Essaouira regala un’atmosfera completamente diversa. Le porte blu, le barche azzurre e i gabbiani creano una palette cromatica unica, mentre la luce morbida, grazie al vento costante, rende ogni scatto più delicato. È il luogo ideale per una street photography più dettaglia, mettendo sempre al centro il rispetto delle persone.
Le montagne dell’Atlante, in particolare nella zona di Imlil, offrono paesaggi rurali autentici, con villaggi berberi e terrazzamenti che si arrampicano sui pendii. Concedetevi una fotografia più lenta, più contemplativa, meno turistica, legata ai ritmi della natura e della vita quotidiana.
Marrakech, con i suoi souk e le sue viuzze, è un concentrato di dettagli: colori, artigianato, contrasti tra luce e ombra. Anche Fès, con la sua medina labirintica e le famose concerie, offre scene intense e autentiche, tra le più fotogeniche del Marocco.
Anche luoghi come la valle del Draa o Skoura, con palmeti e kasbah, mostrano un Marocco meno turistico, per una fotografia slow e più intima. Chefchaouen, con i suoi vicoli blu, è invece perfetta per chi cerca composizioni estetiche e giochi cromatici unici, perfettamente instagrammabili.
Guardare prima di scattare è l’essenza del viaggio
Oltre alla vostra fotocamera da viaggio, per fotografare in Marocco vi serve un altro elemento: il tempo. Dovete darvi il tempo di rallentare, di capire cosa avete davanti, ancora prima di trovare l’inquadratura perfetta. Non rischiate di trasformare le persone in soggetti da collezionare, né i paesaggi in cartoline digitali che non riguarderete mai più, perdendo completamente il senso del viaggio.
Tenete sempre al centro il vostro sguardo ancor prima della macchina fotografica, specialmente se avete scelto di trascorrere le vostre vacanze in un Paese così ricco di umanità come il Marocco. I tre comandamenti che secondo me dovrebbe seguire un bravo fotoreporter appassionato, infatti, sono: osservare una scena, ascoltare i suoni, percepire gli odori. Solo a questo punto sarete pronti per scattare.
Anche io amo la fotografia e per me il vero significato dell’espressione “andare oltre l’obiettivo” è quello di non limitarsi a catturare ciò che si vede, ma imparare a comprendere ciò che si incontra.
…E poi fatemi sapere se le vostre fotografie saranno più belle del solito.






