Se siete appassionati di geologia, visitare il Grand Canyon è il sogno di una vita. O magari ci siete già stati e avreste tanta voglia di ritornarci. Ma sapete che ci sono dei canyon mozzafiato anche molto più vicini all’Italia? Ovviamente in Marocco, ed esattamente tra Marrakech e il Sahara, nella catena dell’Alto Atlante,esistono dei paesaggi scolpiti dal tempo che, una volta scoperti, regalano emozioni davvero adrenaliniche.
Tra villaggi berberi e stradine di montagna, si arriva alle gole del Todra e del Dades, due delle tappe più spettacolari del Marocco. A guardarle bene, le gole mostrano due scenari naturali diversi tra loro ma complementari, che appartengono all’anima più selvaggia del Marocco.
E allora preparatevi a conoscere queste bellezze paesaggistiche in cui la natura e gli abitanti convivono con estremo rispetto reciproco. Di solito queste due tappe vengono accorpate alla visita del deserto di Merzouga con partenza da Marrakech, per cui, dopo la vastità di quella distesa di sabbia che già da sola vale tutto il costo del viaggio, vi consiglio di predisporre i vostri occhi ad uno spettacolo ancora più incredibile.
Le gole del Todra: pareti verticali dalla luce spettacolare
Le gole del Todra si trovano nei pressi di Tinghir, sul versante orientale dell’Alto Atlante, nel sud-est del Marocco, e sono tra i suoi canyon più impressionanti. Un luogo in cui la roccia si alza in pareti verticali calcaree di colore arancione che raggiungono anche i 400 metri di altezza, mentre lo spazio tra le due pareti si restringe fino a pochi metri nel tratto finale.
Questo è il punto che rimane forse più impresso, trattandosi di un corridoio naturale attraversato da un piccolo corso d’acqua, in cui la luce filtra creando giochi di ombre e colori che cambiano durante la giornata. Se le Gole del Todra (le troverete scritte anche Gole del Todgha) appaiono così spettacolari e riconoscibili agli occhi dei visitatori, è proprio per merito di questa combinazione di altezza, luce e proporzioni.
Raggiungerle è molto semplice, dunque anche se non siete degli escursionisti esperti potrete godere della bellezza del luogo. Potrete camminare lungo il canyon seguendo il corso del fiume Todra e osservare da vicino le pareti rocciose.
Nelle ore centrali della giornata, le gole del Todra potrebbero essere molto affollate, ma nel pomeriggio inoltrato si svuotano e diventano ancora più suggestive e cariche di naturalezza.
Da Marrakech le gole del Todra distano circa 360 km, da Fès 412 km, 200 km da Merzouga, 170 km da Ouarzazate e circa 15 km da Tinghir.
Le gole del Dades: paesaggi scolpiti con strade panoramiche
A circa 50 chilometri dal Todra si trovano le Gole del Dades, completamente diverse seppur altrettanto affascinanti. Davanti ai vostri occhi si apre un paesaggio più ampio e vario visto che, oltre ai canyon, ci sono anche immense vallate, palmeti, villaggi berberi e formazioni rocciose dai colori cangianti. A colpire è anche la strana forma di alcune conformazioni rocciose conosciute come le dita delle scimmie, perché sembrano proprio delle dita delle mani scolpite nella roccia.
La valle del Dades è attraversata da una strada panoramica che regala alcuni degli scorci più apprezzati del Marocco, con i suoi famosi tornanti che si arrampicano sulla montagna in una sequenza perfetta di curve. Sono, infatti, uno dei punti più fotografati dell’intera zona e sono sicura che neppure voi vi risparmierete di portarvi a casa qualche scatto.
Ciò che differenzia le gole del Dades da quelle del Todra è il tipo di paesaggio, che qui appare meno “chiuso” e più dinamico. Le gole si aprono e si restringono, lasciando spazio a rigogliose oasi verdi e campi coltivati che fanno da contrasto con le rocce aride delle zone circostanti. Vi colpirà l’equilibrio con cui natura aspra e vita umana si alternano, aspetto che rende il Dades talmente interessante soprattutto se esplorato con calma.
Iconici e distintivi rispetto alle gole del Todra sono le kasbah e i villaggi berberi, sparpagliati per tutta la valle. È un territorio meno turistico rispetto ad altre zone del Marocco, in cui si può entrare a contatto con le tradizioni ancora vive del popolo marocchino, per permettervi di vivere un’esperienza più autentica.
Ovviamente, se siete in vacanza in Marocco, il mio consiglio è quello di visitare entrambe le gole. Non me la sentirei di promuoverne una più dell’altra, perché sia il Todra che il Dades sono due territori di impareggiabile valore scenografico ed emozionale. Da una parte la verticalità estrema e scenografica delle gole del Todra, dall’altra la varietà paesaggistica e la dimensione più aperta del Dades.
E poi entrambe si trovano lungo uno dei percorsi più suggestivi del Marocco, quello che collega Marrakech al Sahara passando per l’Atlante e Ouarzazate. Quindi impossibile sacrificarne una delle due, ma vanno sempre intese come due tappe dello stesso spettacolare percorso che attraversa montagne, canyon, oasi e, infine, il deserto.
Quando visitarle per viverle al meglio
Vista la particolarità del loro paesaggio, il periodo migliore per visitare le gole del Todra e del Dades è la primavera o l’autunno, quando le temperature sono più miti e vi permettono di esplorarle senza difficoltà. L’escursione nei mesi più freschi è il modo più piacevole per farvi ammaliare dalle vedute del canyon, della valle verde e dei villaggi lungo il fiume.
Se siete appassionati di arrampicate su roccia, le Gole del Todra sono un’area perfetta, con molti percorsi attrezzati sulle pareti calcaree, dalle vie facili per i principianti alle scalate tecniche per i più esperti (in loco potete noleggiare l’attrezzatura e farvi accompagnare da uno scalatore professionista).
Al di là della stagione, il consiglio che più mi preme darvi è quello di godervi le gole senza fretta. Non pensate alla prossima tappa, ma godetevi la bellezza di queste zone così affascinanti e che difficilmente troverete altrove. Ammirate ogni dettaglio, osservate come cambia il paesaggio nelle diverse ore del giorno, attraversate i villaggi e fermatevi a dormire nei dintorni, se potete. E lasciatevi inondare dalla bellezza naturale dei canyon del Marocco.Bjørn Christian Tørrissen






