Marocco e Italia: legami e curiosità di culture ibride

Tra i tantissimi motivi per cui mi sono innamorata del Marocco, vi è sicuramente il grande senso di familiarità che lega il paese arabo all’Italia. In questo nuovo racconto vi porterò alla scoperta dei punti in comune tra popolo marocchino e italiano e delle curiosità che accomunano le due culture.

Marocco e il legame con l’Italia: tra stile architettonico e contaminazioni mediterranee

Nei primi anni del Novecento, durante il periodo coloniale, alcuni architetti italiani lavorarono fianco a fianco con i loro colleghi francesi e spagnoli alla progettazione di edifici destinati alla pubblica amministrazione, alle residenze cittadine e agli spazi culturali di città come Casablanca, Rabat e Tangeri.

Ne nacquero opere caratterizzate da un razionalismo elegante e misurato, in cui la pulizia delle forme geometriche si univa a marmi pregiati, motivi geometrici e sofisticati ricami modulari che rimandano alla decorazione moresca. Questi edifici restano oggi silenziosi testimoni di un dialogo stilistico in cui Oriente e Occidente diedero vita a un linguaggio architettonico nuovo, spesso testimonianza di un Marocco alla ricerca di modernità.

Varcata la soglia di alcune eleganti bâtisse, è facile imbattersi in pavimenti in marmo rosso o verde, vetrate colorate che filtrano la luce in modo caldo e scandito, raffinati portali in ferro battuto. Questi dettagli in Marocco, che evocano la cultura costruttiva italiana, sono stati reinterpretati con tecniche e materiali locali. In questo scambio, la Ville Nouvelle diventa un esempio emblematico: basti pensare a boulevard eleganti dalla pianta europea, residenze ornamentate e caffè d’epoca che hanno contribuito a disegnare la moderna fisionomia urbana del Marocco.

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Gastronomia italo-marocchina in dialogo

Il Marocco e l’Italia sono due nazioni molto diverse per storia, lingua e religione, che però trovano nella cucina un interessante punto di incontro. Più che nel piatto in sé, mi riferisco alla preparazione e a tutta la gestualità che lo circonda. In Marocco, intorno a un pasto, nasce un vero e proprio rito in cui la convivialità diventa protagonista, unisce i popoli e regala senso di comunità. Cucinare è un rito sociale, fatto di conversazioni lente, di attese condivise, di mani che impastano, sminuzzano, mescolano.

Non appena entrerete nei mercati marocchini noterete subito la presenza massiccia di piante aromatiche come la menta, il prezzemolo, il coriandolo fresco e tante altre erbe profumate che si utilizzano anche in Italia e molto diffuse nella tradizione culinaria marocchina perché esaltano ogni preparazione.

Inoltre, anche alcuni piatti come il tajine, le zuppe e i couscous richiamano certe pietanze umide italiane per via della loro consistenza, dell’aroma e della complessità dei sapori. Tra l’altro, se ritenete che alcuni cibi marocchini tradizionali possano non incontrare i vostri gusti, in Marocco potrete comunque avere un approccio con quei pianti cenando in uno dei tanti piccoli ristoranti che propongono ricette “ibride”, in cui avvengono sperimentazioni culinarie locali e da cui nascono piatti come pasta alla spezia o il tajine all’italiana.

Quasi sicuramente vi sorprenderà, inoltre,la grande presenza di pizzerie mediterranee e di laboratori di pasticceria che, oltre ai tradizionali ingredienti locali come i datteri, le spezie e gli oli essenziali, arricchiscono i dolci con ingredienti con cui abbiamo familiarità in Italia. Potrete gustare biscotti al sesamo, pan di spezie alla marocchina, sfoglie sottili all’orientale spruzzate di agrumi ed immergervi in una cucina in cui le identità si condividono e si accresce la voglia di innovazione culturale attraverso il cibo.

Ospitalità e turismo in Marocco: il ponte tra le due culture

Come racconto sempre ai viaggiatori che scelgono di scoprire il Marocco partecipando ad uno dei miei tour, uno degli aspetti cardine che accomuna la popolazione marocchina con quella italiana è l’importanza che le due culture danno all’ospitalità. Vi capiterà di certo di essere invogliati da una donna marocchina ad entrare in casa sua e condividere un bicchiere di tè verde con biscotti, semplicemente perché ha intenzione di mostrarvi il suo benvenuto, oppure di sorridere ai tanti bambini che corrono tra una bottega e l’altra e vi mostrano la meraviglia che anima i souk dall’alba al tramonto.

Per la cultura marocchina, ogni gesto diventa occasione per condividere qualcosa di loro con le persone che sono andate a visitare la loro terra e conoscere meglio questi turisti che tanto amano il Marocco. La dimensione della condivisione è molto centrale per l’organizzazione dei miei tour, visto che il tipo di turisti con cui di solito lavoro sono persone che viaggiano spinti dalla voglia non solo di “vedere” luoghi, ma di viverli, assaporarli, comprenderne il significato.

Il progetto che sta dietro alla mia professione di tour operator italiana in Marocco, infatti, è proprio quello di promuovere un turismo culturale e rispettoso, a cui partecipano i viaggiatori interessati a scoprire un Paese reale, ad incontrare le persone che lo abitano, a conoscere le loro tradizioni e le loro regole culturali, ad intessere relazioni autentiche, lontano dal mordi e fuggi del turismo di massa.

Oggi, fortunatamente, qqQQuella del turismo culturale e consapevole è una tendenza di viaggio in crescita, che offre un’esperienza arricchente per chi viaggia e per chi accoglie allo stesso tempo.

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Chi sono

in marocco con lisa

Mi chiamo Lisa e fin da piccola ero affascinata dai racconti di viaggi e dalle altre culture.

Oggi con T.L. TOURS, organizziamo tour in Marocco con l’obiettivo di far conoscere la vera cultura, l’ospitalità e le tradizioni attraverso il contatto con la gente locale

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