Fra i tanti motivi per cui ogni anno viaggiatori da tutto il mondo scelgono di trascorrere una vacanza in Marocco, ce n’è uno che si fonda sul desiderio di immergersi nella sconfinata natura che il paese ha da offrire. Il trekking in Marocco, infatti, è un’attività sempre più gettonata, visto che i luoghi in cui praticarlo abbondano e le emozioni che trasmette sono davvero intense.
Oggi ho voglia di raccontare ai miei lettori quali percorsi di trekking si possono esplorare in Marocco, sia a piedi che a cavallo, per darvi già un’idea di tutto quello che andrete a scoprire e di cosa avrete bisogno per affrontare questo genere di esperienza.
Erg Chigaga
Nel profondo sud del Marocco, e precisamente nella regione Drâa-Tafilalet, ai margini di M’Hamid El Ghizlane, si estende l’immenso Erg Chigaga (o Chegaga), il più vasto mare di sabbia del Paese. Le sue dune, scolpite dal vento si innalzano fino a trecento metri, creando un paesaggio quasi irreale, dove l’orizzonte si perde nel silenzio dorato del Sahara.
È un territorio remoto ma molto autentico e affascinante, ma i viaggiatori che hanno un pizzico di spirito d’avventura riusciranno a raggiungerlo senza particolari difficoltà, a bordo di un 4×4 o a dorso di un dromedario, attraversando spazi sconfinati, campi nomadi o bivacchi nelle dune. Trascorrere la notte tra le dune, sotto un cielo trapunto di stelle, è un’esperienza che resta impressa per sempre, arricchita dal silenzio assoluto, dalla vastità del paesaggio e dal gioco di luci tra sabbia e fuoco del tramonto, che rendono l’atmosfera quasi mistica.
Il periodo ideale per esplorare l’Erg Chigaga è la primavera o l’autunno, quando le temperature sono più piacevoli. In estate, invece, il caldo può essere intenso nelle ore centrali del giorno, quindi è meglio organizzare i trekking o i trasferimenti al mattino presto o nel tardo pomeriggio. Con un po’ di preparazione logistica, riuscirete a lasciarvi rapire dalla magia del deserto senza intoppi.
Gole del Dadès
Tra l’Alto Atlante e il deserto si apre la suggestiva Valle del Dadès, un canyon scavato nel tempo dall’omonimo fiume. Pareti rocciose color ocra si alternano a palmeti e villaggi berberi, creando scenari incredibili. Non a caso viene chiamata anche la Valle delle Mille Kasbah, per la quantità di antiche fortezze disseminate lungo la strada, che rendono le gole molto scenografiche.
In questo luogo si possono fare passeggiate di vario genere, dalle escursioni giornaliere di poche ore ai trekking più lunghi che seguono il corso del fiume o si arrampicano sulle sponde rocciose. I dislivelli sono moderati, con alcuni tratti ripidi ma generalmente accessibili, dunque anche i viaggiatori meno sportivi possono esplorare la valle in tranquillità.
La stagione perfetta per vivere questa esperienza di trekking è la primavera, quando la vegetazione è rigogliosa e le temperature miti. Come per il precedente percorso, d’estate il caldo può rendere i sentieri più impegnativi e non permettere di godere appieno della varietà dei panorami.

Gole del Todra
Poco distante da Tinghir, nell’Alto Atlante orientale, le Gole del Todra impressionano per la loro imponenza. Le pareti verticali di roccia, alte fino a trecento metri, che nella parte finale si restringono anche a pochi metri di larghezza, creano un passaggio spettacolare dove la luce cambia a ogni ora del giorno.
I percorsi sono perlopiù pianeggianti, con qualche tratto più impegnativo, ma senza necessità di dotarsi di attrezzatura tecnica, dunque l’esperienza di camminare lungo il fiume Todra è decisamente alla portata di tutti. Questa escursione può essere combinata con quella nella valle del Dadès, visto che le due località sono molto vicine, separate solo da piccoli villaggi berberi e paesaggi montani.
Sebbene le gole si possano visitare tutto l’anno, estate inclusa, anche grazie al fatto che all’interno del canyon c’è molta ombra e un po’ di frescura naturale, è sempre meglio evitare le ore più calde della giornata. Nei periodi di pioggia, invece, è necessario prestare attenzione al livello dell’acqua, che può salire rapidamente, ma con delle buone scarpe da trekking e una guida locale che vi accompagna durante tutto il percorso, non avrete problemi di sicurezza per la vostra esperienza e potrete esplorare anche tratti meno battuti.
Valle delle Rose
Ai piedi dell’Alto Atlante, nei dintorni della Valle di Kelaat M’Gouna, si estende la celebre Valle delle Rose, un’oasi di verde e profumi dove si coltivano le rose damascene. I loro petali vengono raccolti all’alba per produrre essenze e acqua di rose, elementi preziosi per la profumeria e la cosmetica tradizionale marocchina.
I sentieri che attraversano i campi fioriti, i piccoli canyon e i villaggi berberi sono perfetti per chi ama lo slow trekking e apprezza vivere un’esperienza molto sensoriale fatta di profumi, colori e paesaggi autentici. Non serve una grande preparazione fisica per attraversare questo percorso, basta solo camminare in tranquillità per assaporare la bellezza.
Il momento più suggestivo è maggio, o in generale in primavera, quando le rose sono in piena fioritura e si celebra il Festival delle Rose, un evento ricco di musica, danze e profumi che inonda l’intera valle.
Cascate di Akchour
Nel nord del Marocco, vicino a Chefchaouen, nella catena del Rif, le Cascate di Akchour offrono uno spettacolo naturale immerso nel verde. La vegetazione è lussureggiante e l’acqua forma piscine naturali tra le rocce, ideali per una sosta rinfrescante durante il cammino. Il percorso che conduce alle cascate è relativamente semplice, non serve essere escursionisti esperti per raggiungere le cascate più piccole. Rimarrete affascinati anche dal Ponte di Dio (God’s Bridge), una formazione naturale suggestiva che unisce le due sponde del canyon, nonché una delle attrazioni più iconiche della zona.
Trattandosi di una zona più verde e umida rispetto al sud del Marocco, può essere più fresca anche in estate, con lo svantaggio, però, che in quella stagione alcune cascate possono avere minor flusso d’acqua se non ci sono state piogge recenti.
Con un buon paio di scarpe impermeabili, poiché in alcuni punti si guada il torrente o si cammina sulle rocce bagnate, Akchour è una tappa perfetta per chi desidera un’esperienza ricca di natura, relax e scoperta.
Se amate il trekking e state pianificando una vacanza in Marocco, adesso sapete che i luoghi in cui praticarlo non mancano, basta solamente seguire alcune attenzioni pratiche (ad esempio potrebbe essere molto utile sottoscrivere un’assicurazione di viaggio che copre anche gli imprevisti sportivi) per godervi i percorsi in sicurezza e lasciarvi incantare dalle bellezze paesaggistiche del Marocco.







