A Tarfaya sulle orme del Piccolo Principe

Chi di voi ha letto “Il Piccolo Principe”? Ecco, ne ero certa, quasi tutti, perché questo libro ha segnato l’adolescenza di ciascuno di noi. Un libro che, chi vi si è lasciato immergere, lo ha amato profondamente, e si è innamorato di tutti gli scenari sognanti che vengono raccontati. Eppure, uno di questi scenari esiste davvero, e si trova proprio in Marocco.

Sto parlando di Tarfaya, un piccolo villaggio di pescatori fondato da un mercante scozzese, che si incontra discendendo il Marocco verso sud, seguendo la costa atlantica. Proprio in quei luoghi, pare che lo scrittore Antoine de Saint-Exupery abbia trovato l’ispirazione per narrare una delle storie più famose al mondo.

Tarfaya si fa largo tra affascinanti deserti sabbiosi e pietrosi, tra lagune azzurre e dune dorate, ed è situata proprio di fronte alla Isole Canarie. Se cercate informazioni su Tarfaya su internet, troverete che un po’ ovunque la descrivono come “la città del Piccolo principe”. Ma vi spiego meglio il perché.

Antoine de Saint-Exupery e il Marocco

Oltre ad essere uno scrittore, il francese Antoine de Saint-Exupery era anche un pilota che fece del volo la passione di tutta la sua vita. Nel 1927 iniziò a lavorare per la compagnia francese Aéropostale, quando venne inaugurato un servizio postale per il piccolo porticciolo di Tarfaya (all’epoca si chiamava Cap Juby).

Per questo motivo, l’aviatore si trasferì lì per quasi due anni e, poiché nel suo racconto più famoso si narra proprio di un pilota che precipita e si perde nel deserto e lì incontra un piccolo principe venuto da lontano, dai capelli d’oro come il frumento e gli occhi colmi di una tenerezza sconosciuta, non è difficile immaginare che quel deserto fosse proprio a Tarfaya.

Inoltre, proprio a Cap Juby, Saint-Exupery addomesticò un piccolo fennec, la cosiddetta volpe del deserto, per avere un po’ di compagnia. E la volpe è proprio un personaggio fondamentale del Piccolo Principe, poiché simboleggia e testimonia il valore dell’amicizia.

Accanto alla spiaggia di Tarfaya è stato eretto un piccolo monumento, un biplano Bréguet 14, ossia il velivolo su cui di solito volava, dedicato alla memoria di Saint-Exupery, scomparso nelle acque del Mediterraneo tra la Corsica e Marsiglia il 31 luglio 1944, mentre stava eseguendo un volo di ricognizione.

Una bella storia che ci fa comprendere il legame tra Tarfaya e il Piccolo Principe, anche se lì siano state scritte anche altre sue opere, incluso il suo primo libro, “Courrier Sud”, ispirato proprio alla vita dei piloti degli aerei postali francesi. Oggi la cittadina è famosa anche per la presenza di un piccolo museo, il Musee Antoine de Saint-Exupery, nel quale si può entrare a contatto con l’emozionante vita ad alta quota di Antoine Jean Baptiste Marie Roger de Saint-Exupéry, della compagnia Aéropostale e dei piloti che vi lavoravano.

Un altro motivo per cui Tarfaya è conosciuta in tutto il mondo è la presenza, dal 2014, del più grande impianto per energia eolica d’Africa, grazie al quale il Marocco è oggi uno dei leader mondiali nel settore delle energie rinnovabili. Il parco eolico conta 131 pale eoliche, alte 81 metri e distribuite su una superficie di 8.900 ettari, che sfruttano la potenza del vento proveniente dal deserto.

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Il Marocco e il deserto affascinano tutti, anche Saint-Exupéry

Se appartenete a quella categoria di viaggiatori che amano visitare i luoghi in cui sono stati girati i loro film preferiti o ambientati i libri più amati, di certo proverete molto entusiasmo nel vostro viaggio in Marocco, ancor più sapendo che proprio qui è inizia la liaison tra Antoine de Saint-Exupéry e il Marocco. E, in seguito, tra il Marocco e il Piccolo Principe, il libro più tradotto al mondo, terzo solamente alla Bibbia e al Corano, dalla sua prima edizione pubblicata nel 1943.

Vi confesso che ogni volta che, durante i miei viaggi in Marocco, scorgo un piccolo aereo tra le dune della spiaggia, subito mi perdo nella fantasia che, da lì a poco, un aviatore assetato possa incontrare un piccolo principe sognatore arrivato sulla terra dal microscopico asteroide B-612, che si interroga sul senso dell’esistenza, dell’amicizia e dell’amore.

Ricordo anche che da bambina, quando lessi questo libro alle scuole medie, subivo già il fascino del deserto del Sahara, visto che il racconto è ambientato nel deserto marocchino. Chissà, forse è anche grazie al Piccolo Principe se oggi ho scelto di essere un’accompagnatrice di tour in una delle terre più belle al mondo.

In una terra in cui – la citazione è d’obbligo – L’essenziale è invisibile agli occhi”. Io lo ripeto sempre ai partecipanti ai miei tour: se siete viaggiatori veramente curiosi, rispettosi e amanti della cultura, in Marocco ammirerete una sfumatura di bellezza che non vi verrà mai mostrata nelle migliori foto che potrete trovare sui social network.

Per scoprire il Marocco più vero, dovrete chiudere gli occhi e lasciarvi trasportare in luoghi magici, cullati da suoni e profumi, spogliandovi di ogni vostra precedente conoscenza e scrivendo nuove storie sulla vostra mente e nuove esperienze che vi cambieranno la vita. Proprio come se stesse osservando il mondo attraverso gli occhi di un bambino, con il vento del deserto che vi soffia tra i capelli.

Per dirla di nuovo con le parole dello scrittore francese, nel deserto “ci si siede su una duna di sabbia. Non si vede nulla. Non si sente nulla. E tuttavia qualche cosa risplende nel silenzio. Si è in contatto con il vento, con le stelle, con la notte, con la sabbia, con il mare. Si aspetta l’alba come il giardiniere aspetta la primavera… Non rimpiango niente”.

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Chi sono

in marocco con lisa

Mi chiamo Lisa e fin da piccola ero affascinata dai racconti di viaggi e dalle altre culture.

Oggi con T.L. TOURS, organizziamo tour in Marocco con l’obiettivo di far conoscere la vera cultura, l’ospitalità e le tradizioni attraverso il contatto con la gente locale

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