“Che lingua parli tu? Se dico ‘amore’ dimmi cosa intendi”. Oggi mi sono svegliata con questa canzone di Jovanotti in testa, allora la uso come gancio per parlarvi di qualcosa che non può essere equivocata in nessun modo, che non ha altre sfumature e interpretazioni, a differenza dell’amore.
Mi riferisco all’hammam, una parola che richiama il Marocco, un’esperienza che racconta il popolo marocchino in maniera eloquentissima. Non potete sbagliarvi, se dico hammam vi catapulto con l’immaginazione in Marocco.
Ogni volta che torno a Marrakech cerco sempre di ritagliarmi qualche ora da dedicare a questo antico rituale di benessere, a questo vero momento di pausa che mi permette di rilassare il corpo e la mente e di entrare in contatto con l’autenticità della cultura marocchina.
Durante le nostre chiacchierate di organizzazione della vacanza, viene fuori che molti viaggiatori siano convinti che l’hammam sia una comune spa. Arredata in stile arabeggiante, ma comunque un centro benessere. Basta il mio sguardo di disappunto per farvi capire che definirlo così lo svilisce tantissimo.
L’hammam è un luogo che, da secoli, è intessuto nella vita quotidiana dei marocchini, poiché rappresenta – e continua a farlo ancora oggi – un luogo di incontro, di socialità e di purificazione. Già solamente questa descrizione dovrebbe essere sufficiente a convincervi che, se state organizzando un viaggio a Marrakech, dovete assolutamente inserirlo nell’itinerario.
L’hammam marocchino: un rituale sociale
L’hammam nasce come bagno pubblico ispirato alle antiche terme romane, ma nel corso dei secoli è diventato uno dei simboli della cultura marocchina. Ancora oggi gli abitanti locali lo frequentano assiduamente, almeno una volta a settimana, sia per prendersi cura del proprio corpo che per ritrovarsi con gli amici e i parenti. Noi organizziamo un aperitivo in centro? I marocchini vanno nell’hammam.
Entriamo nel vivo dell’esperienza, che segue quasi sempre lo stesso rituale. Negli hammam tradizionali di quartiere il percorso si sviluppa attraverso tre ambienti con temperature crescenti. Si inizia dalla sala tiepida, che permette al corpo di abituarsi gradualmente al calore e ai muscoli di iniziare a rilassarsi. Si passa poi alla sala calda, ricca di vapore, che favorisce l’apertura dei pori e prepara la pelle ai trattamenti. Per poi concludere nella sala molto calda, il cuore dell’hammam, in cui il calore intenso completa il processo di purificazione e precede l’applicazione del famoso sapone nero marocchino, conosciuto anche come savon beldi, una pasta naturale a base di olive che prepara la pelle all’esfoliazione.
A questo punto arriva il momento del guanto kessa, utilizzato per eliminare le cellule morte con uno scrub molto energico. Chi lo prova per la prima volta rimane sorpreso dalla quantità di pelle che viene rimossa. Il trattamento termina generalmente con un abbondante risciacquo e, se lo si desidera, con un massaggio rilassante a base di olio di argan.
Trovate gli hammam anche all’interno dei riad, decisamente più raccolti e intimi rispetto a quelli tradizionali. Ve li consiglio rispetto agli hammam pubblici se preferite vivere questa esperienza in un ambiente più tranquillo.
Ma qual è il momento migliore della giornata per fare l’hammam? Io consiglio sempre il tardo pomeriggio, perché il calore, il vapore e l’acqua calda, che rilassano profondamente, allo stesso tempo possono lasciare una sensazione di stanchezza. Molto piacevole, per carità, ma magari non è lo spirito giusto per partecipare ad una visita più impegnativa subito dopo il trattamento. Inoltre, a chi soffre di pressione bassa, di solito sconsiglio di sottoporsi all’hammam, per via dell’eccessivo aumento della temperatura.

Quando inserire l’hammam durante il viaggio
Oltre alla fascia oraria, vi informo che secondo me l’hammam trova il suo spazio ideale nei momenti vuoti dell’itinerario. Non cercate quando inserire l’hammam durante il viaggio, ma lasciate che sia il tempo a disposizione a suggerirvi che è arrivato il momento per farlo.
Un buon momento potrebbe essere nel giorno in cui arrivate a Marrakech, quando magari l’aereo atterra nel pomeriggio e, dopo esservi sistemanti nella struttura in cui alloggiate, non c’è abbastanza tempo per organizzare una visita guidata nella medina. Con un rilassante hammam, potrete recuperare le energie dopo il viaggio e iniziare la vacanza nel modo giusto.
Se decidete di trascorrere un lungo weekend a Marrakech all’insegna del relax, tra uno shopping nei souk e una cena in terrazza, ovviamente non potete non dedicare qualche ora al benessere. Un’altra soluzione che amo molto è lasciare l’hammam per la fine del viaggio, magari dopo aver attraversato il deserto o aver visitato le montagne dell’Atlante. Dopo giornate piene di escursioni e spostamenti, concedervi un hammam è proprio quello che vi meritate.
Tra l’altro, potete scegliere se fare soltanto il percorso dell’hammam oppure se abbinarlo a un massaggio tradizionale.
Ultime informazioni generali prima di parlarvi degli hammam di Marrakech da vivere almeno una volta. Negli hammam pubblici gli orari sono spesso separati tra uomini e donne, alcuni hammam sono riservati esclusivamente al pubblico femminile, altri a quello maschile, mentre le strutture più turistiche e moderne offrono spazi dedicati a entrambi.

Gli hammam di Marrakech che più consiglio
Nel corso degli anni in Marocco ho provato diversi hammam, ma ce ne sono alcuni che continuo a suggerire ai miei gruppi con più convinzione.
Il primo è Alphais, quello che frequento di più quando non lavoro e quello in cui porto la maggior parte dei miei turisti. Gli ambienti ricordano una spa, il personale è molto professionale e, dettaglio non da poco, offre la possibilità di vivere anche l’esperienza dell’hammam di coppia, che in molti altri non è permessa, molto apprezzata da chi sta festeggiando un’occasione speciale o semplicemente si sta regalando un weekend romantico.
L’hammam più tipico e più famoso (ma non per questo più turistico) di Marrakech è l’Hammam Mouassine, nel cuore della medina. Gli ambienti sono semplici, essenziali e ricchi di storia, il rituale segue la tradizione locale, e conserva ancora l’atmosfera degli hammam tradizionali frequentati dai marocchini.
Dalla struttura più elegante, consiglio Le Bain Bleu, un raffinato hammam a pochi passi dai souk della medina, in cui poter partecipare al rituale tradizionale marocchino mixato a trattamenti di benessere moderni. Gli ambienti sono curati e l’atmosfera è rilassante, dunque sceglietelo se desiderate concedervi qualche ora di comfort immersi nella tradizione.
Rilassante, accogliente e molto autentico è anche l’ambiente de Le Bain de la Kasbah, hammam situato nell’omonimo quartiere, in cui potrete fare sia il classico percorso benessere con sapone nero e guanto kessa, che massaggi, trattamenti rilassanti e percorsi spa a base di prodotti naturali marocchini.
Naturalmente a Marrakech non c’è che l’imbarazzo della scelta sul tema degli hammam, ma questi, secondo la mia esperienza, sono il giusto compromesso sia per chi vive per la prima volta questo rituale, sia per chi desidera ripeterlo più volte durante il viaggio.
Infine, ci tengo a dirvi che, una volta provato l’hammam, non riuscirete più a vivere senza. Sono tantissimi i viaggiatori che mi chiedono come fare l’hammam marocchino in casa. Naturalmente non sarà mai la stessa esperienza, perché i nostri bagni domestici non riescono a ricreare quel vapore intenso, quel silenzio e quell’atmosfera che si respirano negli hammam di Marrakech. Tuttavia, potete comprare nei souk alcuni prodotti come il savon beldi, il guanto esfoliante e l’argilla rhassoul, per portarvi a casa un po’ di hammam e dedicarvi a questo piccolo ma significativo rituale di benessere della tradizione marocchina.






